Approccio gestaltico – Principi di base

Il lavoro della Gestalt favorisce un contatto autentico con gli altri e con sé stessi, un adattamento creativo dell’organismo all’ambiente, mettendo alla luce meccanismi ripetitivi comportamentali, evidenziando i nostri processi di bloccaggio della gratificazione dei bisogni e smascherando i nostri evitamenti (paure, inibizioni).

Non mira a spiegare l’origine delle nostre difficoltà, ma a farci sperimentare il percorso per nuove soluzioni. Dal “sapere perché?” si passa al “sentire come” che mobilita il cambiamento

In Gestalt ciascuno è responsabile delle proprie scelte ed evitamenti. La persona lavora a partire da ciò che emerge per lei in quel momento (nel qui e ora) che sia percezione o emozione attuale.

L’importante non è ciò che si è fatto di me, ma ciò che io stesso faccio di ciò che si è fatto di me. (J P. Sartre)

Pratica psicoterapeutica

Questi principi si traducono in un metodo fenomenologico basato su un certo numero di tecniche chiamate “giochi” o “esercizi” alcune ispirate allo psicodramma. Non si possono estrapolare se non in sintonia con la filosofia generale della Gestalt che le giustifica. È una “terapia del contatto” che è lo stato in cui l’individuo contatta se stesso in relazione con l’ambiente.

Emozioni e corpo

Nella Gestalt il sintomo corporeo è utilizzato come un contatto diretto con il cliente, rispettando la via che ha scelto, incoraggiando la presa di coscienza immediata. In terapia si suggerirà di amplificare il proprio sentimento o il sintomo da riuscire a percepirlo meglio e a “dargli parola”, ancor prima di interrogarsi sul significato di esso. Verbalizzando il proprio sentito personale del momento e attraverso associazioni successive di sensazioni, gesti, immagini, suoni o parole emerge un’improvvisa presa di coscienza (insight) focalizzata su comportamenti attuali o su atteggiamenti ripetitivi arcaici. L’obiettivo terapeutico è di addomesticare l’emozione evitando con cura sia lo straripamento che l’inaridimento. Una fluida circolazione dell’emozione costituirà la garanzia della salute, riconoscendo l’emozione come propria, amandola, “attraversandola”. La mobilitazione corporea è il canale per poter raggiungere l’espressione ottimale delle emozioni. Si propone un’amplificazione fisica delle posture e dei gesti automatici appena abbozzati, come pure la messa in atto corporea delle situazioni evocate verbalmente.